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Ricarica elettrica senza fili: realtà o utopia?

Tra i limiti della diffusione della mobilità elettrica, oltre ai costi della tecnologia e alla scarsa autonomia dei veicoli, c’è anche quello della ricarica.

L’ideale sarebbe che la ricarica venisse fatta senza la necessità  di una presa di corrente elettrica.

Audi sta lavorando a una tecnologia di ricarica wireless  che utilizza l’innovativo sistema della start-up WiTricity.

L’idea si basa sulla ricarica tramite campi magnetici:  l’elettricità viene trasmessa senza fili  tra due bobine di metallo poste ad una certa distanza.

Audi non spiega bene che cosa abbia in mente . Dovrebbe comunque trattarsi di un sistema a due bobine , una  nel parcheggio (o strada / garage) e un altro integrato nel sistema di ricarica della vettura.

Il Dr. Björn Elias  a capo del progetto Audi e-tron Spyder concept dice: “Il nostro obiettivo è offrire ai nostri clienti un  metodo di ricarica facile da usare e completamente automatico, senza contatti meccanici. Esso utilizza il principio di induzione, che è già utilizzato in altri settori ” La bobina primaria sarebbe situata nel garage o nel vialetto, e potrebbe essere collocato sotto una superficie come il cemento o l’asfalto. Non sarebbe colpita così  dalla pioggia, dal ghiaccio o dalla neve e non ci sarebbe alcun rischio per gli esseri umani o gli  animali.

Audi in futuro prevede bobine di carica  integrate in superfici quali strade private a domicilio o posti auto in garage. “Immaginate di andare al lavoro nella vostra Audi e-tron, e sulla via del ritorno si sosta presso il negozio Ovunque si parcheggia l’auto, la batteria verrà ricaricata”.

Chissà se sarà davvero così…

2 risposte su “Ricarica elettrica senza fili: realtà o utopia?”

In teoria è possibile, ci sono però diversi problemi:
1) La potenza trasferita diminuisce rapidamente con il quadrato della distanza
2) Viene irradiata un sacco di potenza elettrica, io non accetterei mai di vivere in un ambiente simile.
Per questi 2 problemi applicazioni pratiche impongono di mettere molto vicini trasmettitore e ricevitore, e di cercare di schermare il campo irradiato disperso.
Il problema poi si amplifica con le potenze in gioco, estremizzandosi nel caso della ricarica di una vettura elettrica.

Concordo! Le potenze in gioco sono troppo alte. Anche il mio spazzolino elettrico si ricarica per induzione, ma devo “infilarlo” in un perno sistemato nella base in modo che la carica sia efficiente.

In queste condizioni non siamo lontani dal cavo elettrico e quindi… penso che anche per le auto la cosa dovrebbe essere simile e in ogni caso io non starei a bordo durante la ricarica!

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