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Prius Plug-in le prime foto ufficiali: la voglio!

In genere non reputo le auto degli investimenti, questa volta però farò un ‘eccezione visto che si tratta della Prius Plug-In,  un auto che attendevo da tempo e che  a brevissimo vedremo sulle nostre strade. E’ tutto pronto per il lancio commerciale e sono state pubblicate le prime immagini .

Esteticamente sono state apportate alcune modifiche rispetto alla Prius attuale,come ad esempio il colore blu nelle calotte dei gruppi ottici anteriori. E’ nuova anche la  finitura cromata delle maniglie, i cerchioni da 15″ a cinque razze, e la carenatura della fanaleria posteriore.

E’ anche un po’ più lunga della sorella ibrida, di  soli 2 cm, ma a causa delle batterie pesa ben 55 Kg in più.  Le batterie hanno un ingombro di 87 litri, ma il bagagliato tutto sommato non ne risente perdendone solo 2.

La parte più interessante riguarda  il motore. Il motore è sempre quello a ciclo Atkinson(1.8 da 99 CV e 142 Nm a ciclo ). La novità sono le batterie Li-on da  4,4 kW molto efficienti. In totale  la Prius gode di 136 CV, può raggiuntere una velocità massima di 180 Km/h e ha una accelerazione 0-100 di 11, 4 secondi. Ovviamente non è lo scatto il suo forte ma i consumi.

Secondo Toyota la Prius Plug-in complessivamente consuma 2,1 l/100 km  di benzina, poco meno della metà rispetto alla Prius Ibrida. Se non si considerano i Km percorsi in sola modalità elettrica,  i consumi salgono a 3,7 l/100 km  che non è comunque male. Le emissione sono sotto i 90 e precisamente 85 g/Km.

Le batterie elettriche si ricaricano in un tempo breve: solo un’ora e  mezza di attesa. Percorrenza senza emissioni d 25 Km.

Tanta la tecnologia a bordo e prezzo elevato. Non ci sono dati ufficiali per il mercato italiano ma si vocifera un costo attorno ai 40.000. Decisamente troppo!

Ovviamente si pone anche il problema del riciclaggio delle batterie, se questo tipo di auto prende il sopravvento visto il costo della benzina. Toyota ha pensato anche a questo, per fortuna.  ha stretto infatti una collaborzione con l’azienda belga Umicore N.V. che utilizza un esclusivo procedimento di riciclo delle batterie ricaricabili.

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