Auto elettriche: i limiti della diffusione in Italia

maggio 15, 2012

Auto, Mobilità

Diciamocelo chiaramente. L’auto elettrica soprattutto per chi fa tragitti cittadini rappresenterebbe la soluzione per antonomasia. Anche per chi in città ci vive.  Zero emissioni, zero rumore, nessun problema di limitazione del traffico, targhe alterne ecc, ecc. Libertà di movimento rispettando l’ambiente. Un miraggio!

Ebbene l’Italia in questo settore sta dimostrando tutti i suoi limiti. Da un lato la grave assenza di incentivi economici per l’acquisto di auto ecologiche, e dall’altro l’assenza di strutture idonee e sufficienti per garantire la mobilità elettrica. Due lacune  che vanno a braccetto e che limitano drasticamente la diffusione di queste autovetture che per i centri storici italiani sarebbero un vero e proprio toccasana. Eppure le proposte dalla case automobilistiche continuano ad aumentare.
In questi giorni anche nel mio piccolo paese di provincia ho iniziato a notare le prime Twizy circolanti. Vedere dal vivo e su strada la minicar della Renault fa un certo effetto.

La Twizy tutto sommato ha un prezzo abbordabile, 6990 euro . I prezzi iniziano a salire con la Smart con o senza batteria a noleggio. Nel primo caso il prezzo si attesta sui 15.900 euro (più 60 euro al mese per noleggio e assicurazione della batteria)  oppure 19900 tutto compreso.

Questi asseiema alla Renault Zoe sono le elettriche più alla portata. Poi i prezzi salgono vertiginosamente fino alla Tesla Roadster che forte 200 Km/h di velocità massima e 392 Km di autonomia, è venduta a un prezzo che parte dai 99000 euro .

Al momento in Italia non sono previsti incentivi anche se l’attuale Ministro dell’Ambiente promette che un progetto è in discussione in parlamento. Vedremo

Nel 2011 (dati Unrae) sono state vendute in Italia 302 auto elettriche e 5127 auto ibride. Numero poco influenti. Nel 2012 però sono già state vendute (forse per gli aumenti del carburante o per scelta di vita), 114 auto elettriche e 722 ibride.

Ovviamente affinchè si possano diffondere le auto elettriche è necessaria una rete di punti di rifornimento energetico. Le famose colonnine che qui nel nordest non ho ancora visto.

La gestione delle colonnine è completamente allo sbando. Ogni regione/ente ha adottato una propria politica e manca una omogeneità di condotta.  Sono stati recentemente pubblicate alcune inchieste sulla mobilità elettrica in Italia e il quadro risultante è sconfortante.

Le inchieste (di  Ecoo, il Sole 24 ore, Il Fatto Quotidiano, Tgcom24 e Vanity Fair) hanno messo in luce  che ogni città, regione ha attuato meccanismi diversi e non compatibili tra loro per la gestione delle colonnine Ad esempio a Milano si contano 200 colonnine  ma non è possibile nè pagare in contanti nè con carta di credito . Bisogna farsi consegnare una carta con abbonamento ma non esiste alcuna indicazione in merito.

A Monza esiste un sistema (un solo punto di ricarica) più intelligente che legge le tessere sanitarie. A Firenze sono ancora più avanti. La società Sifil che ha in gestione le colonnine ha installato 120 punti di ricarica gratuiti.

In Emilia la società Hera ha previsto l’installazione di 80 colonnine lungo la via Emilia a cui si può accedere tramite una smart card del costo di 25 euro al mese con ricariche di energia illimitate.

A Roma infine grossi problemi con la ricarica nelle 56 colonnine a disposizione. L’inchiesta condotta da Vanity Fair  ha evidenziato la possibilità di fare rifornimento solo nella colonnina presso la stazione Termini.

Insomma gravi lacune e tanta disorganizzazione. La mancanza di una linea comune sul territorio rende praticamente impossibile intraprendere qualsiasi viaggio in sola modalità elettrica.

E questi li hai visti?

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One Response to “Auto elettriche: i limiti della diffusione in Italia”

  1. Francesco d'Elia Says:

    Una buona analisi della situazione ma anche qui sembra che l’unico vantaggio offerto dalle auto elettriche sia la mancanza di emissioni mentre sembra che il fatto di poter percorrere una certa quantità di kilometri con pochi centesimi non interessi a nessuno.. Sarei senza dubbio felice di potermi spostare senza inquinare ma molto di più di poter risparmiare e quindi poter spendere altrove questo denaro, magari con una bella spesa di verdure bio..

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